Nel campo dell’emergenza extraospedaliera, conoscere la differenza tra BLS e BLSD non è una questione puramente accademica: è una distinzione che può determinare la sopravvivenza di un paziente in arresto cardiaco. Entrambi i protocolli appartengono alla catena della sopravvivenza definita dall’European Resuscitation Council (ERC), ma il loro campo d’azione e il loro impatto clinico differiscono in modo sostanziale.
Cos’è il BLS (Basic Life Support)
Il BLS, acronimo di Basic Life Support (Supporto Vitale di Base), è l’insieme delle manovre non invasive finalizzate a mantenere una minima perfusione cerebrale e cardiaca in un soggetto in arresto cardiorespiratorio, in attesa dell’intervento del sistema di emergenza medica (118). Il protocollo BLS si articola nelle seguenti fasi sequenziali:
Le fasi operative del BLS
- Valutazione della sicurezza della scena: prima di intervenire, l’operatore deve accertarsi che l’ambiente non rappresenti un pericolo per sé o per la vittima.
- Valutazione dello stato di coscienza (AVPU o GCS): si stimola verbalmente e fisicamente il paziente per valutarne la responsività.
- Attivazione del sistema di emergenza: chiamata al 118 con comunicazione precisa di luogo, numero di vittime e dinamica dell’evento.
- Apertura delle vie aeree (head-tilt/chin-lift o jaw-thrust): tecnica fondamentale per rimuovere l’ostruzione anatomica causata dalla perdita del tono muscolare.
- Valutazione del respiro (GAS: Guarda, Ascolta, Senti): per non più di 10 secondi, come da linee guida ILCOR 2025-2029.
- RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare): compressioni toraciche a frequenza di 100-120/min con profondità di 5-6 cm e rapporto 30:2 con le ventilazioni.
Cos’è il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation)
Il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incorpora integralmente il protocollo BLS e aggiunge una componente terapeutica decisiva: l’utilizzo del DAE (Defibrillatore Automatico Esterno), o nella versione avanzata il DAES (Defibrillatore Automatico Esterno Semiautomatico).
Perché la defibrillazione precoce è così importante
La causa più frequente di arresto cardiaco improvviso nell’adulto è la fibrillazione ventricolare (FV), un’aritmia caotica in cui il cuore non riesce a generare un’efficace contrazione meccanica. La RCP da sola non è in grado di interrompere la FV: può solo guadagnare tempo mantenendo una perfusione minima.
L’unico intervento in grado di interrompere la fibrillazione ventricolare è lo shock elettrico erogato dal defibrillatore. Ogni minuto che passa senza defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza del 7-10%. Dopo 10 minuti senza defibrillazione, la sopravvivenza è statisticamente prossima allo zero.
Come funziona il DAE: dettagli che i corsi base spesso omettono
Il DAE analizza autonomamente il ritmo cardiaco tramite elettrodi adesivi posizionati sul torace del paziente (uno sottoclaveare destro, uno laterale sinistro in corrispondenza dell’apice cardiaco). Il dispositivo eroga lo shock solo se rileva un ritmo defibrillabile (fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso – TV senza polso).
Ritmi non defibrillabili come l’asistolia o l’attività elettrica senza polso (PEA/AESP) non vengono trattati dal DAE: in questi casi, la RCP di alta qualità rimane l’unico intervento possibile in attesa dei soccorsi avanzati. Se vuoi imparare tutta le teoria e la pratica, iscriviti al prossimo corso di Blsd a Napoli.
Differenze BLS – BLSD
Arrivati al dunque, possiamo trarre le conclusioni: qual’è la differenza tra BLS e BLSD?
Il BLS (Basic Life Support) rappresenta l’insieme delle manovre di primo soccorso finalizzate a mantenere in vita una persona in arresto cardiaco fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. Parliamo quindi di azioni come il riconoscimento dell’emergenza, l’attivazione del sistema di emergenza, il massaggio cardiaco esterno e, quando previsto, le ventilazioni. L’obiettivo del BLS è garantire una minima circolazione sanguigna e ossigenazione dei tessuti, in particolare del cervello. Anche i minori di 16 anni possono sostenere un corso di BLS.
Il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), invece, rappresenta un’evoluzione del BLS. Integra tutte le manovre di base con l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Questo dispositivo è in grado di analizzare il ritmo cardiaco e, se necessario, erogare una scarica elettrica per ripristinare un ritmo efficace. Ed è proprio qui che sta la differenza sostanziale: nel BLSD non ci si limita a “guadagnare tempo”, ma si interviene attivamente sulla causa più frequente dell’arresto cardiaco, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. Solo i maggiori di 16 anni possono sostenere un corso di BLSD.
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